Codice
9788892112032
Reparto
Autore
Editore
Tipologia
Libri
Data pubblicazione
2 dic 2017
Pagine
261

LA "POLITICITA'" DEL GIUDIZIO SULLE LEGGI

Sottotitolo
Tra le origini costituenti e il dibattito giusteorico contemporaneo
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«Ulrich ricordava un’esperienza analoga, al tempo del servizio militare; gli uomini dello squadrone cavalcano a due a due, e si ripete l’esercitazione “trasmettere un ordine”, che consiste nel sussurrarsi di orecchio in orecchio un ordine dato a bassa voce; se in testa si comanda “il sergente preceda la colonna”, in coda ne viene fuori “otto uomini siano fucilati”, o qualcosa di simile. Nello stesso modo si fa la storia». Sembrerà forse eccessivo, ma se si volesse sintetizzare lo scarto tra ciò che vollero i costituenti quando introdussero la Corte Costituzionale e la posizione che essa attualmente ricopre, alquanto calzante appare la riflessione sulla storia condotta da Ulrich, il protagonista del romanzo di Robert Musil L’uomo senza qualità: si pensò di istituire un organo che si sarebbe dovuto limitare a rilevare sporadiche e puntuali illegittimità costituzionali commesse dal legislatore, senza avere granché peso nella vita istituzionale e politica del paese, e, invece, si è assistito ad uno straordinario sviluppo, che ha posto la Consulta in un ruolo assolutamente rilevante sotto il profilo sia teorico che pratico. Il testo “La ‘politicità’ del giudizio sulle leggi. Tra le origini costituenti e il dibattito giusteorico contemporaneo” di Giovanni Bisogni nasce, in primo luogo, dall’esigenza di spiegare questo paradosso e avanza l’ipotesi secondo cui le sue origini siano essenzialmente storiche.
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