Codice
9788892131682
Reparto
Argomento
Autore
Editore
Tipologia
Libri
Data pubblicazione
13 gen 2020
Pagine
295

LA RESPONSABILITA' DEL CONSULENTE NEL DIRITTO TRIBUTARIO

Sottotitolo
Profili ricostruttivi
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Il tema della responsabilità del consulente ai fini tributari è estremamente rilevante, sia dal punto di vista teorico che strettamente applicativo. E’, invero, indiscutibile - ed è questa una peculiarità “strutturale” del diritto tributario - che il soggetto passivo del tributo, al fine di ottemperare ai sempre più numerosi e complessi obblighi normativi previsti a suo carico dalle norme fiscali, debba avvalersi dell’opera professionale di un consulente specializzato.
Peraltro, nell’attuale sistema economico, si assiste ad una evidente eterogeneità di prestazioni idonee ad essere svolte dal consulente tributario, resa necessaria dall’evoluzione originata – oltre che dall’intensificazione degli adempimenti e dalla complessità del sistema normativo – dalla globalizzazione dei mercati e dalla conseguente diffusione delle imprese multinazionali.
Questa considerazione sollecita l’indagine sulla conformazione dell’attuale regime sanzionatorio tributario con precipuo riferimento al professionista, e induce a riflettere sul suo (eventuale) coinvolgimento, con le conseguenti responsabilità, nella funzione preventiva e soprattutto dissuasiva di determinati comportamenti, anche meramente pericolosi e non concretamente offensivi, tesi ad ostacolare l’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria.
E’ noto, difatti, che una delle maggiori preoccupazioni attuali dal punto di vista tributario, sia a livello nazionale che sovranazionale, sia rappresentata dalla c.d. aggressive tax planning, nella cui definizione rientrano diverse strategie che si posizionano al confine tra il lecito e l’illecito, e rientrano, quindi, molto spesso nell’alveo dell’elusione fiscale o abuso del diritto, attualmente codificato nel nostro ordinamento all’art. 10-bis della L. n. 212/2000 (cd. Statuto dei diritti del contribuente).
Inoltre, un settore in cui il consulente tributario sarà verosimilmente in grado di esprimere le sue potenzialità è quello che concerne la cooperazione con la governance delle società di certe dimensioni. Difatti, nell’ottica (recente) della tax compliance, con il D. Lgs. n. 128/2015 il legislatore ha introdotto il regime dell’adempimento collaborativo per le imprese di maggiori dimensioni, nell’ambito del quale ha contemplato la predisposizione di un modello di gestione del rischio fiscale in chiave collaborativa, che consente alle imprese di abbattere (alla metà del minimo edittale) le sanzioni amministrative tributarie in caso di illeciti fiscali e di beneficiare di altri incentivi (art. 6 D. Lgs. n. 128/2015).
Dunque le prestazioni che formano oggetto della consulenza tributaria non coincidono più, come avveniva sovente in passato, nella mera esecuzione degli adempimenti fiscali che la legge ha attribuito al contribuente (es. presentazione delle dichiarazioni fiscali e tenuta dei registri e della contabilità sottostante, ecc.) o nella sua difesa e assistenza nei confronti dell’Amministrazione finanziaria (es. redazione e/o presentazione di istanze amministrative varie o ricorsi giurisdizionali, ecc.). Al contrario, al consulente è di frequente richiesto di eseguire prestazioni che oscillano tra due funzioni fondamentali, che peraltro rispondono a logiche opposte: programmare e ridurre (spesso con comportamenti elusivi/abusivi) la pressione fiscale delle imprese, e prevenire il loro “rischio fiscale” nella nuova prospettiva della tax compliance. Entrambe le funzioni da ultimo citate, come evidente, presuppongono capacità e formazione tecnica altamente specializzate in ambito fiscale, che inducono a considerare il consulente tributario come il soggetto che detiene il “dominio intellettivo” della materia, rendendo il suo apporto sempre più indispensabile per il contribuente.
Non a caso il legislatore, con la riforma del sistema sanzionatorio tributario attuata con il D. Lgs. n. 158/2015, ha in un certo senso riconosciuto le capacità specialistiche e il diffuso ruolo del consulente nell’ideazione delle condotte evasive fraudolente, al punto da introdurre la nuova aggravante di cui all’art. 13-bis del D. Lgs. n. 74/2000, che presuppone il concorso (qualificato) del consulente nella commissione del reato attraverso l’elaborazione e/o commercializzazione di un modello di evasione fiscale. Nell’opera l’Autore approfondisce i diversi profili di responsabilità del professionista ai (soli) fini tributari. L’indagine è svolta focalizzando innanzitutto le basi di teoria generale che consentono di individuare le esigenze, interne e sovranazionali, alla base dell’odierno diritto sanzionatorio tributario, per poi analizzare le singole fattispecie di responsabilità fiscale del consulente alla luce del dato positivo. Invero, soltanto l’esatta definizione dei principi fondamentali che informano le sanzioni tributarie (sia amministrative che penali), nonché del bene giuridico tutelato da quest’ultime nelle sue varie declinazioni, consente di interpretare correttamente le singole disposizioni sanzionatorie che riguardano il consulente e di valutare adeguatamente il suo ruolo nella commissione e/o prevenzione degli illeciti fiscali.
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