Codice
9788827907566
Reparto
Argomento
Autore
Editore
Tipologia
Libri
Data pubblicazione
7 apr 2021
Collana
Pagine
164

DELLE SOCIETÀ COSTITUITE ALL'ESTERO

17,00 €
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Il volume “Delle società costituite all’estero” si propone di percorrere i principi fondanti dell’ordinamento comunitario nonché, tramite l’analisi delle più significative e rilevanti sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità Europee in materia di “libertà di stabilimento, di esporre i principi posti dagli articoli 49 e 54 del Trattato sul Funzionamento della Comunità Europea. Particolare attenzione è posta alla analisi alle sentenze della Corte di Giustizia in tale ambito in virtù della loro preminente funzione interpretativa, al fine della armonizzazione tra gli ordinamenti nazionali. Il tutto espresso in un linguaggio il più possibile intellegibile anche alla luce delle più rilevanti Direttive UE che negli anni si sono succedute in tale materia.
Il principio della libertà di stabilimento è un principio cardine del nostro sistema comunitario in quanto attribuisce il diritto di trasferirsi in uno Stato membro, diverso da quello di origine, per esercitarvi una qualsiasi attività economica, di natura non subordinata, alle stesse condizioni poste dalla legislazione del Paese nei confronti di propri cittadini. Ciò in quanto, l’obiettivo del mercato comune, nell’ottica del processo di integrazione comunitaria, non può che attuarsi con la eliminazione tra gli Stati membri di ogni ostacolo alla libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali. La tematica affrontata appare pertanto di estrema attualità e soprattutto dalla analisi delle più rilevanti sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità europee, nella loro importante funzione interpretativa e di armonizzazione, è possibile trarre i principi che regolamentano la materia.
Poiché per l’ipotesi di trasferimento di una sede dall’estero nel nostro ordinamento interno, occorre fare riferimento alle norme di diritto internazionale privato di cui alla legge 218/1995 si osserva che all’art. 25, parte seconda del comma primo, viene posto un criterio di collegamento che si pone in evidente contrasto con il diritto comunitario e, in modo particolare, con l’art. 49 TFUE. Poiché, infatti, la norma di apertura “Delle società costituite all’estero”, l’art. 2507 c.c. , dispone che l’interpretazione e l’applicazione delle norme contenute nel Capo XI, Titolo V del Libro V, vada effettuata in base ai principi dell’ordinamento delle Comunità europee, si rende necessaria una opera interpretativa di coordinamento tra le disposizioni del diritto comunitario (alla luce anche della sempre più significativa opera interpretativa delle sentenze della Corte di Giustizia) e le poche norme codicistiche in materia di trattamento delle società straniere, sino a giungere alla disapplicazione di quelle norme la cui operatività si ponga, in maniera non equivoca, in contrasto con le disposizioni del Trattato.
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