Codice
9788891627926
Reparto
Autore
Editore
Tipologia
Libri
Data pubblicazione
5 mag 2018
Collana
Pagine
104

INCONTRI IN RSA il lavoro di direttore sanitario in RSA

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Oggi è di moda parlare della necessità di utilizzare le narrazioni quando si vuole riassumere un insieme complesso di concetti, ma nella narrazione di questo volume non vi è nessun cedimento alla moda del momento. Al contrario, nello scorrere dei capitoli si individua un filo narrativo che si propone di illustrare che cosa significhi fare i conti con la complessità della professione geriatrica, sia verso le équipe di cura che verso le persone malate. “La cronicità dei residenti nelle strutture di ricovero obbliga a rivedere a fondo le proprie competenze e obiettivi, a riconoscere la dialettica fra salute e malattia come dialettica fra autonomia e dipendenza... Nelle residenze, a differenza dell’ospedale, la vita è lì e non altrove, per cui tutti gli aspetti del vivere quotidiano hanno importanza non solo in termine di qualità di vita ma anche come componenti essenziali della salute degli individui, e quindi riguardano tutti gli agenti di cura, anche il medico.
“Il medico nella residenza non svolge una specie di ‘pronto soccorso’ per cui interviene solo nella cura delle patologie, ma svolge anche e soprattutto un’azione di controllo e di promozione della salute dei residenti. Di fronte a questo si verifica tutta l’insufficienza di una pratica medica basata solo su linee guida o peggio algoritmi, che mal si adattano alla comorbosità e complessità di cura degli anziani malati cronici.
“Queste difficoltà, lungi dal creare una tentazione di nullismo operativo (quante volte ahimè, abbiamo sentito dire, anche dai colleghi, ‘non c’è più niente da fare’?) sono lo sprone, la base di partenza dell’innovazione, della ricerca e della necessità di una medicina interpretativa, così da superare una clinica descrittiva e classificatoria e da aprire dei percorsi nuovi di fronte alla novità dei problemi.
“Spesso, diceva Longanesi, la cultura si rifugia in provincia. Per innovare e guardare al futuro non bisogna porre lo sguardo solo sui grandi ospedali ad alta intensità e tecnologia ma anche rico- noscere la novità culturale e operativa che nasce anche dalla più umile pratica geriatrica, come quella praticata nelle residenze”. Dalla Prefazione di Antonio Guaita, Fondazione Golgi Cenci, Abbiategrasso (MI).
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